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Mittente |
Cebà Ansaldo |
Destinatario |
D'Este Alessandro |
Data |
30/7/1621 |
Tipo data |
effettiva |
Luogo di partenza |
Genova |
Luogo di arrivo |
[Roma] |
Incipit |
A pena ha sentito Vostra Signoria Illustrissima l'infortunio |
Contenuto e note |
[Autografa] Cebà chiede al Cardinal Alessandro d'Este di essere informato circa i motivi della censura del poema La Reina Esther [A. Cebà, La Reina Esther, Genova, Pavoni, 1615, poi Milano, Bidelli, 1616], al fine di poter preparare una difesa da sottoporre "a quegl'Ill(ustrissi)mi Padri [la Congregazione dell'Indice]". Ricorda inoltre che all' inizio del poema ha posto un'avvertenza per i lettori [nell'avvertenza Cebà spiega come ciò che egli scrive sia vero nelle parti che si accordano con la Bibbia, mentre in quelle che se ne discostano "protesto che è poesia, la quale perderebbe il suo nome, se non favoleggiasse su l'historia"]. Cebà si appella al patrocinio del Cardinal d'Este, assicurando che dove risulterà insufficiente il merito nei suoi confronti "supplisca l'intercessione del s(ign)r Marc'Antonio Doria [nobile amico genovese del Cebà conosciuto nel contesto dell'Accademia degli Addormentati]", cosa che, come spiega Cebà, era già stata ribadita nella precedente lettera al Cardinale [non pervenuta]. |
Fonte o bibliografia |
Carmela Reale Simioli, Ansaldo Cebà e la Congregazione dell'Indice, in "Campania Sacra", XI-XII, 1980-1981, pp. 167-168 |
Compilatore |
Caporale Chiara |
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