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Mittente |
Cebà Ansaldo |
Destinatario |
Borromeo Federico |
Data |
26/10/1617 |
Tipo data |
effettiva |
Luogo di partenza |
Genova |
Luogo di arrivo |
[Milano] |
Incipit |
È già qualche tempo ch'io non ho |
Contenuto e note |
Sollecita un giudizio del cardinale sulla sua 'Reina Ester' [la cui prima edizione era uscita a Genova, nel 1615, presso Giuseppe Pavoni], di cui racconta brevemente la genesi (in questa parte, cita scherzosamente Ariosto, 'Orlando Furioso', XXXII 17, 1); lo mette inoltre in guardia circa la scorrettezza della seconda edizione del poema [Milano, 1616], per la quale biasima lo stampatore Giovanni Battista Bidelli. Invia una copia di un'altra opera su cui chiede un parere al cardinale [forse anche nella speranza che questi ne promuova una riedizione a Milano; si tratta probabilmente del poema 'Lazaro il mendico', uscito a Genova, presso il Pavoni, nel 1614]. Dichiara che, se la sua salute glielo consentisse, verrebbe volenieri a Milano per correggere la copia manoscritta della sua traduzione commentata dei 'Caratteri' di Teofrasto, in possesso del Borromeo. [La data si ricava dall'autografo della lettera, conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, sotto la collocazione G 226 inf., 39; non si registrano significative varianti tra la redazione manoscritta e quella a stampa]. |
Fonte o bibliografia |
Ansaldo Cebà, Lettere ad Agostino Pallavicino di Stefano, Genova, Giuseppe Pavoni, 1623, pp. 138-140. |
Compilatore |
Navone Matteo |
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