Mittente Erizzo Sebastiano Destinatario M. G.
Data Tipo data assente
Luogo di partenza Luogo di arrivo
Incipit Non saprei con parole spiegare, magnifico et carissimo fratello
Contenuto e note Erizzo si rivolge con tono affettuoso all'anonimo destinatario, che chiama fratello, e lo biasima per il suo recente innamoramento che lo ha fatto piombare in uno stato di profondo malessere. Nel tentativo di aiutare l'amico gli mostra a chiare lettere la miseria che consegue a un amore siffatto. Illustra perciò i termini della teoria ficiniana dell'amore, a partire dal discorso sui sensi (vista, udito, gusto, olfatto), consigliando la via di una oraziana mediocritas nell'uso di questi: lo scopo del suo discorso è dimostrare che l'origine dell'amore è riposta in un eccesso di sensazioni, poi spiega che col tatto non si possono veramente unire i corpi, mentre nella mente dell'amante si è già formata l'idea dell'unione e da questa ambizione frustrata dalla realtà deriva la sofferenza. Segue una descrizione delle varie caratteristiche degli organi presi in esame, con preferenza per gli occhi, il mezzo più nobile che abbiamo. Da questo ragionamento nasce l'invito a concentrarsi sulla vista, attraverso la quale si può giungere alla vera bellezza, quella divina [la lettera figura anche tra le Lettere di XIII huomini illustri. Alle quali oltra tutte l'altre fin qua stampate, di nuovo ne sono state aggiunte molte, a cura di Tomaso Porcacchi, Venezia, Fabio e Agostino Zoppini, 1584].
Fonte o bibliografia Vicenza, Biblioteca Bertoliana, CODICE G 387 (277), fondo Manoscritti Antichi, 54, cc. 155v-159r.
Compilatore Marconato Claudia
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