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Mittente |
Franco Nicolò |
Destinatario |
Castriota Antonio, Duca di Ferrandina |
Data |
30/11/1543 |
Tipo data |
effettiva |
Luogo di partenza |
Casale Monferrato |
Luogo di arrivo |
Vigevano |
Incipit |
Io scrissi la mia seconda, per uno smorza fuogo del desiderio che V. Eccellenza mostrava |
Contenuto e note |
Nicolò Franco scrive al Duca di Ferrandina, Antonio Castriota, raccontandogli della conversazione avuta con Giovan Cane dopo il suo rientro da Vigevano. Giovan Cane gli riporta i saluti del Duca, che ancora si mostra risentito per il fatto che Franco non gli ha inviato lettere. Cane afferma che secondo lui il Duca è disposto a dargli una buona pensione a patto che Franco si rechi a Vigevano. Si offre di fargli da "condottiere", cioè di accompagnarlo. Gli suggerisce, inoltre, di passare a salutare anche il Marchese d'Avalos. Lo rassicura sul fatto che possono entrare in città mascherati, se dovesse servire a proteggersi da riconoscimenti e possibili attacchi. Rispondendogli, Franco insiste nel rifiutare di andare a Vigevano, dicendo di non capire come mai il Duca insista così tanto per vederlo di persona, dopo averlo già incontrato in passato. Respinge anche la possibilità di fare visita al Marchese. Preferisce restare a Casale, ma libero. |
Fonte o bibliografia |
Nicolò Franco, Epistolario (1540-1548), a cura di D. Falardo, Stony Brook, NY Forum Italicum Publishing, pp. 248-251 |
Compilatore |
Carmine Boccia; Federica Condipodero |
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