Mittente Manfredi Muzio Destinatario Pica (Pico) Salviati Renea (Margherita) (Renata)
Data 22/1/1591 Tipo data effettiva
Luogo di partenza Nansì [Nancy, Francia] Luogo di arrivo Firenze
Incipit Se io guardassi al dolor, ch'io sento grandissimo della morte
Contenuto e note Muzio Manfredi scrive a Renea (Margherita) (Renata) Pica (Pico) Salviati [fu la figlia di Ludovico II Pico, conte di Mirandola e di Concordia, e di Fulvia di Correggio; sposò nel 1589 Francesco Salviati (Felice Ceretti, 'Il principe Federico II Pico ed Ippolita d'Este di lui consorte. Memorie raccolte dal Sac. Felice Ceretti e corredate di documenti', «Atti e memorie della R. Deputazione di storia patria per le provincie modenesi», s. IV, II, 1892, pp. 233-263: 259), nobile fiorentino], affermando che se dovesse guardare al dolore che prova per la morte della madre di questa [Fulvia di Correggio morì il 7 ottobre 1590], non riuscirebbe a portare a termine il dovere, imposto dal ruolo di suo servitore, di soffrire con lei [quindi di consolarla], poiché lui stesso avrebbe bisogno di qualcuno [che lo consoli]. Tuttavia, il Manfredi esorta la sua destinataria alla pazienza invitandola a non soffrire, poiché la madre è stata in vita una donna di virtù e di azioni meravigliose, tale già da renderla "cosa celeste" in terra, ed ora che è volata in cielo ha raggiunto un luogo ben più degno di lei. Infine, il Manfredi conclude esortando Renea Pica a imitare la vita condotta dalla madre, diventando così erede di quella devozione che il Manfredi provava per lei. [Il Manfredi nella lettera con incipit: "Qui solamente sono stato sicuro della morte della Signora Contessa Fulfia", consola un fratello di Renea, Galeoto [III] Pico per la morte della loro madre Fulvia da Correggio; e nella medesima lettera cita anche altri due loro fratelli Federico II Pico, e Alessandro I Pico, tutti figli nati dal matrimonio tra Ludovico II Pico e Fulvia di Correggio. Congetturalmente, a Renea Pica fu inviata una lettera a parte in quanto non presente con gli altri fratelli a Mirandola, dove per l'appunto l'altra lettera è indirizzata, bensì a Firenze dove la qui presente lettera è inviata, probabilmente al seguito del marito nobile fiorentino]. [Si consideri che le lettere del Manfredi sono datate in modo fittizio, tali da poter essere disposte in modo consecutivo nel corso dell'anno 1591, e che i possibili riferimenti temporali ivi presenti potrebbero essere stati manipolati con accurata attenzione per far coincidere i tempi. In questa lettera nello specifico, non ci sono elementi su cui poter ragionare circa una possibile datazione diversa da quella scritta dal Manfredi; inoltre, l'elemento cronologico certo, ossia la morte di Fulvia di Correggio, ci porta comunque a datare la lettera dopo l'ottobre 1590].
Fonte o bibliografia Muzio Manfredi, 'Lettere brevissime', Venezia, Meglietti, 1606, p. 20, n° 22
Compilatore Angeloni Alessandra
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