Mittente Tesauro Emanuele Destinatario Carron di San Tommaso Guglielmo Francesco
Data 1/7/1673 Tipo data Effettiva
Luogo di partenza [Torino] Luogo di arrivo [Torino]
Incipit Devo infinite grazie a Vostra Signoria Illustrissima in quanto si è degnata
Contenuto e note Emanuele Tesauro scrive al marchese Guglielmo Francesco Carron di San Tommaso [primo segretario di Stato del Piemonte], ringraziandolo di avergli riferito le risposte provenienti da Milano e di essere intervenuto per “guarir la frenesia” del marchese [Vercellino Maria] Visconti [si tratta della rivendicazione del governatorato di Ivrea tra il 1640-1641, che Tesauro aveva negato nei suoi ‘Campeggiamenti di Piemonte’, assegnandolo a Silvio di Savoia; era nata dunque una disputa consegnata a varie repliche e controrepliche, da una parte e dall’altra; cfr. la lettera del 10/6/1673, incipit "Sì come la lettera del padre Graneri a Vostra Signoria Illustrissima altro non contiene"]. Ormai le pretensioni del Visconti contro a don Silvio si sono rivelate definitivamente infondate, per cui Tesauro si sente esonerato dallo scrivere “una risposta per minuto” [ai ‘Contrariflessi del Sargente Maggiore Cristoforo Silva alli antecedenti Riflessi’, in Milano, nella stampa di Lodovico Monza, 1673, appena stampato]. Pensa, comunque, di aggiungere un “provvisional cataplasma” per coloro che credono alla pazzia del Visconti alla fine delle sue ‘Apologie’, libro “ch’è già stampato” [‘Apologie in difesa de’ libri del conte et cavalier Gran Croce D. Emanuele Tesauro’, in Torino, per Bartolomeo Zapatta, 1673; si riferisce alla parte introduttiva ‘Al giudicioso lettore’, che, come informa la Doglio, non fu inserita in tutte le copie stampate]. [La lettera è scritta “da casa”, probabilmente da Torino].
Fonte o bibliografia Emanuele Tesauro, ‘Scritti’, a cura di Maria Luisa Doglio, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2004, p. 155, lettera 12.
Compilatore Cutrì Maicol
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